Servizio · Migrazione & Hosting WordPress
Migrazione & Hosting WordPress
Un WordPress lento non è quasi mai colpa del tema soltanto. Spesso è una catena sporca: hosting condiviso saturo, plugin cache messi a caso, DNS gestiti da qualcuno che non risponde, SSL dimenticato.
La migrazione serve a togliere il sito da quel pantano senza farlo sparire online. Si lavora su staging, si prepara il nuovo hosting, si replica il sito, si controllano link, immagini, redirect, certificati, cache e CDN prima del cambio definitivo.
Poi si monitora il passaggio, non si lancia e si scappa. Il risultato è un WordPress più rapido, più stabile e con meno fornitori che si rimpallano la colpa. Punto.
01 — Consapevolezza
Il problema non è WordPress, è la catena
Quando hosting, DNS, cache e plugin sono gestiti a pezzi, ogni rallentamento diventa una caccia al colpevole.
- 01
Hosting condiviso lento
Il sito carica in otto o dieci secondi perché vive su un server pieno, con risorse contese e cache casuale. Poi qualcuno dice che WordPress è pesante. Comodo.
- 02
Migrazione fatta male
Un cambio host senza staging può rompere immagini, permalink, redirect e tracciamenti. Il sito torna online, ma con pagine morte e traffico organico ferito.
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SSL e DNS ignorati
Quando certificati, record e dominio non hanno un responsabile chiaro, basta una scadenza o un cambio sbagliato per mandare tutto offline.
02 — Cosa ricevi
6 feature- 01
Migrazione senza buio
Il sito viene copiato e testato su staging prima del cambio. Il passaggio avviene quando hosting, database, file, redirect e SSL sono pronti, così il pubblico non trova pagine rotte o schermate bianche.
- 02
Hosting WordPress tuned
Scelgo e configuro un ambiente adatto al sito: WP Engine, SiteGround o hosting ottimizzato. Niente server condivisi pieni di siti sconosciuti che rallentano ogni richiesta e fanno perdere tempo a chi visita.
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DNS e SSL gestiti
Il cambio DNS viene pianificato con TTL, record corretti e certificati SSL attivi. Non resta un dominio appeso tra vecchio e nuovo host mentre ognuno dice che dipende da qualcun altro.
- 04
CDN e cache pulite
Configuro Cloudflare, WP Rocket o stack equivalente senza accumulare plugin random. Cache pagina, browser, immagini e regole di esclusione vengono impostate in modo leggibile, così non rompono carrelli, form o aree riservate.
- 05
Redirect sotto controllo
Controllo URL, media, permalink e redirect dopo la migrazione. Il cambio host non deve bruciare pagine indicizzate, immagini, tracciamenti o collegamenti interni perché qualcuno ha spostato file a mano.
- 06
Documentazione finale chiara
Alla fine restano credenziali, accessi, hosting, DNS, CDN e note tecniche in un documento ordinato. Chi gestisce il sito dopo non deve scavare tra email vecchie e chat di fornitori spariti.
03 — Come lavoro
5 fasi- 01
Call iniziale
30 minuti gratis per capire il bisogno reale. Ascolto, faccio domande, prendo appunti. Niente preventivi a freddo: prima devo sapere cosa stai costruendo davvero.
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Preventivo
Forfait chiaro con scope, tempi e costi. Niente sorprese: se qualcosa e' fuori scope te lo dico prima, non a fattura emessa.
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Design / Strategia
Wireframe, moodboard o audit con piano d'azione — dipende dal servizio. Ti mostro la direzione prima di mettere mano al codice o ai contenuti.
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Build
Sviluppo, intervento tecnico o esecuzione operativa. Check-in periodici concordati, niente "ci sentiamo a fine mese e vediamo".
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Lancio & follow-up
Go-live + 30 giorni di assistenza inclusa. Documentazione, training se serve, e una porta sempre aperta per le piccole cose.
04 — DOPO LIVE
Il lavoro serio inizia dopo il cambio DNS
Una migrazione WordPress non finisce quando il dominio punta al nuovo server. Quello è solo il momento in cui i problemi nascosti provano a uscire: cache che serve pagine vecchie, CDN che blocca file, SSL non allineato, redirect mancanti, immagini con percorso assoluto, plugin che scrivono ancora sul vecchio host. Per questo il post-migrazione conta quanto il trasferimento. Controllo risposta delle pagine, risorse statiche, form, login, pannello admin, sitemap, redirect e velocità reale. Se serve, si ritocca la cache, si pulisce il database, si sistema Cloudflare e si mette ordine negli accessi. Niente passaggi a sei mani tra agenzia, hosting, tecnico DNS e plugin lasciato lì a fatturare canone. Un responsabile tecnico, una lista di controlli, un sito che resta in piedi. Punto.
05 - Cosa ricevi
Deliverables
| N. | Deliverable | Formato | Timing |
|---|---|---|---|
| 01 | Pre-migration audit | PDF report | settimana 1 |
| 02 | Mapping URL e redirect | .xlsx | settimana 1 |
| 03 | Copia DB e files | Staging copy | settimana 1 |
| 04 | Test staging | Checklist | settimana 1-2 |
| 05 | Setup hosting nuovo | Server config | settimana 2 |
| 06 | Switch DNS controllato | DNS log | go-live |
| 07 | Check post-migrazione | Checklist | go-live |
| 08 | Performance baseline | Lighthouse report | post-launch |
| 09 | Log monitoring 7 giorni | Log review | post-launch |
| 10 | Documentazione accessi | .md | post-launch |
07 - Servizi collegati
08 - Audit gratuito · 15 minuti
Migrazione fatta male = SEO bruciata?
Controllo hosting, DNS, redirect, media e rischi SEO prima del cambio. 15 minuti su Meet, niente salto nel buio.
Nessun obbligo - risposta entro 24h
09 — Domande frequenti
6 risposteLe domande che mi fanno tutti.
Il sito resta online durante la migrazione?
Sì, l’obiettivo è evitare downtime visibile. Si lavora su staging, si prepara il nuovo hosting e si fa il cambio DNS solo quando la copia è pronta. Possono esserci pochi minuti di assestamento tecnico durante la propagazione, ma non si spegne il sito per ore come succede nei passaggi improvvisati.
Cosa succede se il sito ha molte immagini o plugin pesanti?
Si analizza prima il peso reale: media, database, plugin, backup vecchi, cache e cartelle inutili. La migrazione non deve portare spazzatura da un server all’altro senza guardarla. Le parti critiche vengono copiate, testate e, quando serve, alleggerite prima del rilascio.
Gestisci anche dominio, DNS e certificato SSL?
Sì. DNS e SSL sono spesso il punto in cui il sito finisce offline perché nessuno li considera propri. Record, TTL, certificato, redirect HTTPS e CDN vengono trattati come parte del lavoro, non come dettaglio laterale da scaricare sull’hosting.
La migrazione può danneggiare la SEO?
Può succedere se link, redirect, media o permalink vengono rotti. Per questo controllo URL principali, redirect esistenti, immagini, canonical e risposte HTTP dopo il passaggio. Cambiare host non deve significare far trovare a Google una pila di errori.
Posso scegliere io il nuovo hosting?
Sì, se l’hosting è adatto al sito e non crea problemi tecnici prevedibili. Se invece il piano è troppo debole, troppo chiuso o pieno di limiti, te lo dico prima. Meglio chiarirlo subito che migrare su un altro collo di bottiglia.
Dopo la migrazione chi tiene gli accessi?
Gli accessi restano tuoi. Consegno una documentazione ordinata con hosting, dominio, DNS, CDN, WordPress e note tecniche importanti. Basta caccia al tesoro tra account personali, agenzie passate e pannelli che nessuno sa più aprire. Decidi tu.
10 - Iniziamo?
Pronto a partire?
Una chiamata di 30 minuti per capire cosa serve davvero. Niente PowerPoint.