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E-Commerce

Un negozio fisico lavora quando la serranda è alzata. Online, i concorrenti vendono mentre tu stai chiudendo cassa.

Il problema non è “fare un sito con carrello”: è evitare la catena di fornitori che mette un tema pesante, tre plugin random, hosting condiviso e checkout fragile.

Qui si costruisce un e-commerce con struttura chiara: catalogo, varianti, magazzino, pagamenti, spedizioni, email transazionali e recupero carrello. WooCommerce quando ha senso, headless quando il caso lo richiede.

In un catalogo con 180 SKU basta una regola spedizione sbagliata per bruciare ordini ogni settimana. Meno passaggi di mano, più controllo sui punti che bloccano le vendite. Punto.

01Consapevolezza

Il marketplace prende clienti che potevano essere tuoi

Se non hai un canale diretto, qualcun altro intercetta la domanda al posto tuo.

  • 01

    Serranda contro 24/7

    Il negozio fisico vende quando è aperto. Online, i concorrenti incassano anche la sera, nei festivi e mentre tu stai facendo magazzino.

  • 02

    Clienti regalati ai marketplace

    Amazon e piattaforme generiche non aspettano. Se il tuo catalogo non è acquistabile direttamente, prendono traffico, dati cliente e relazione commerciale.

  • 03

    Plugin senza controllo

    Tema pesante, hosting condiviso, plugin scelti a caso, checkout lento. La classica catena a sei mani dove nessuno possiede davvero il problema.

02Cosa ricevi

6 feature
  1. 01

    Catalogo sotto controllo

    Prodotti, categorie, varianti, attributi e magazzino vengono impostati con logica commerciale, non caricati a blocchi senza criterio. Taglie, colori, disponibilità e SKU devono essere leggibili per chi compra e gestibili da chi vende.

  2. 02

    Checkout senza attriti

    Il checkout viene tenuto pulito: dati necessari, metodi di pagamento chiari, errori comprensibili, nessun passaggio inutile. Se servono 9 campi per comprare un prodotto semplice, il carrello sta già perdendo persone.

  3. 03

    Spedizioni multi-corriere

    Zone, soglie, classi di spedizione, corrieri e regole operative vengono messi in ordine prima del lancio. Se la spedizione è confusa, il carrello muore lì. Fine della storia.

  4. 04

    Email che arrivano

    Conferme ordine, pagamenti, spedizioni, reset password e recupero carrello non possono dipendere dal caso. Si imposta un flusso email serio, con mittenti corretti, template leggibili e tracciamento degli eventi critici.

  5. 05

    Schema per Shopping

    Product, Offer, prezzo, disponibilità, marca e identificativi vengono preparati per Google Shopping e ricerca organica. Il catalogo deve essere capito anche dalle piattaforme, non solo visto nel browser.

  6. 06

    Stack senza casino

    Niente tema gonfio, plugin installati perché “magari servono” e hosting da quattro soldi. Si sceglie la piattaforma sul caso: WooCommerce per gestione editoriale rapida, headless quando servono performance e integrazioni più spinte.

03Come lavoro

5 fasi
  1. 01

    Call iniziale

    30 minuti gratis per capire il bisogno reale. Ascolto, faccio domande, prendo appunti. Niente preventivi a freddo: prima devo sapere cosa stai costruendo davvero.

  2. 02

    Preventivo

    Forfait chiaro con scope, tempi e costi. Niente sorprese: se qualcosa e' fuori scope te lo dico prima, non a fattura emessa.

  3. 03

    Design / Strategia

    Wireframe, moodboard o audit con piano d'azione — dipende dal servizio. Ti mostro la direzione prima di mettere mano al codice o ai contenuti.

  4. 04

    Build

    Sviluppo, intervento tecnico o esecuzione operativa. Check-in periodici concordati, niente "ci sentiamo a fine mese e vediamo".

  5. 05

    Lancio & follow-up

    Go-live + 30 giorni di assistenza inclusa. Documentazione, training se serve, e una porta sempre aperta per le piccole cose.

04 — DOPO LANCIO

Il negozio online va tenuto sotto pressione

Il lancio non è il traguardo. È il primo momento in cui il negozio incontra ordini veri, carte rifiutate, clienti indecisi, spedizioni fuori zona, email finite in spam e prodotti che Google interpreta male. Qui si guarda la parte sporca dell’e-commerce: feed Shopping, schema Product e Offer, carrelli abbandonati, performance checkout, log degli errori, aggiornamenti WooCommerce, compatibilità plugin, magazzino e flussi email. La catena di fornitori è il veleno: uno gestisce il tema, uno il server, uno il tracking, uno i pagamenti, e quando qualcosa si rompe parte il giro delle colpe. Meglio avere una regia tecnica chiara e interventi mirati sui punti che bloccano ordini e gestione. Decidi tu.

05 - Cosa ricevi

Deliverables

N.DeliverableFormatoTiming
01Mappa catalogo e varianti.xlsx + .mdsettimana 1
02Setup negozio baseCMS configsettimana 1-2
03Gateway pagamento configuratiStripe/PayPalsettimana 2
04Regole spedizione e tasseConfig + .mdsettimana 2
05Schede prodotto strutturateCMS + CSVsettimana 2-3
06Schema Product e OfferJSON-LDsettimana 3
07Feed Google ShoppingXML/CSV feedsettimana 3
08Email transazionaliMJML/HTMLsettimana 3
09Dashboard ordiniAdmin panelpre-launch
10Test checkout 12 scenariChecklistpre-launch
11Formazione gestione catalogoMeet + .mdpost-launch

07 - Servizi collegati

08 - Audit gratuito · 15 minuti

Quanti ordini perdi al checkout?

Controllo carrello, pagamenti, email e feed prodotto. 15 minuti su Meet, niente giro largo e niente preventivo prima dei problemi.

Prenota audit

Nessun obbligo - risposta entro 24h

09Domande frequenti

6 risposte
  • Le domande che mi fanno tutti.

  • Meglio WooCommerce o un e-commerce headless?

    Dipende da catalogo, gestione interna e integrazioni. WooCommerce va bene quando serve autonomia editoriale, gestione rapida dei prodotti e un pannello conosciuto. Headless ha senso quando performance, frontend dedicato e collegamenti con sistemi esterni pesano di più. La scelta si fa sul lavoro reale, non sulla moda del momento.

    Posso vendere online se ho già un negozio fisico?

    Sì, ed è spesso il caso più sensato. Il negozio fisico resta il punto forte, ma l’online copre chi non passa dalla tua zona, chi compra fuori orario e chi ti cerca dopo averti visto sui social o su Google. Vendere solo a chi entra dalla porta è un limite tecnico, non una legge.

    Si possono importare prodotti già presenti in un gestionale?

    Sì, se il gestionale espone dati puliti o esportazioni affidabili. Prima si controllano campi, codici, varianti, stock, immagini e categorie. Importare male un catalogo crea caos: prodotti duplicati, disponibilità sbagliate, filtri inutili. Meglio sistemare la struttura prima, poi automatizzare.

    Come vengono gestiti pagamenti e sicurezza?

    Stripe, PayPal, bonifico e contrassegno si configurano secondo il flusso aziendale. I dati di pagamento non devono passare in modo improvvisato: si usano gateway seri, HTTPS, ruoli corretti, aggiornamenti controllati e accessi limitati. Il checkout è il punto dove il dilettantismo costa ordini persi.

    Il recupero carrello serve davvero?

    Serve quando è impostato bene. Non basta mandare una mail generica a chi abbandona. Bisogna distinguere cliente registrato, carrello reale, consenso, tempi di invio e contenuto utile. Il recupero carrello non salva un checkout pessimo, ma recupera vendite che altrimenti spariscono.

    Cosa succede dopo il lancio?

    Dopo il lancio si guarda cosa accade davvero: ordini, errori pagamento, email non recapitate, prodotti più visti, carrelli abbandonati, feed per Shopping e pagine lente. Un e-commerce non finisce quando va online. Inizia quando arrivano traffico, domande e ordini veri.

10 - Iniziamo?

Pronto a partire?

Una chiamata di 30 minuti per capire cosa serve davvero. Niente PowerPoint.