01 — Perché nessuno ti dice quanto costa
Cerchi "quanto costa un sito web" su Google e trovi tre tipi di pagine: listini con prezzi finti.\n Calcolatori che chiedono dati per inviarti un preventivo via email.\n Agenzie che ti fanno scaricare un PDF di 18 pagine.\n Nessuno risponde alla domanda davvero.
Il motivo è semplice: il prezzo di un sito web dipende da cosa deve fare.\n Chi pubblica un numero prima di chiederti cosa fa il sito sta vendendo un template, non un progetto.\n Listino fisso = pacchetto pre-cotto.
Per dare un preventivo onesto serve mezz'ora di chiamata: capire cosa vendi, a chi, da dove arriva il traffico, cosa hai già, cosa ti serve.\n Senza queste informazioni qualsiasi prezzo è un'invenzione, e tu lo paghi a metà progetto in "extra non previsti".
02 — I 5 fattori che muovono il preventivo
Tutto si riduce a questi cinque.\n Cambiano da progetto a progetto, e insieme determinano le ore reali — quindi il costo reale.
- 01 — Fattore
Lo scope (cosa fa il sito davvero)
Sito vetrina con 5 pagine, e-commerce con 200 prodotti, gestionale con area clienti, piattaforma SaaS con multi-tenant. Sono progetti diversi che richiedono ore di lavoro completamente diverse. Chi ti dà un prezzo prima di chiarire lo scope ti sta vendendo un pacchetto, non un progetto.
- 02 — Fattore
La complessità tecnica
Integrazione con un gestionale legacy che parla solo SOAP nel 2026, importazione di 50.000 prodotti da CSV malformato, sincronizzazione con un magazzino fisico via barcode scanner, multi-lingua + multi-valuta + multi-checkout. Ogni complessità è ore. Le agenzie spesso le scoprono a metà progetto e te le fatturano come "extra".
- 03 — Fattore
Il tempo (tuo, non solo mio)
Quanto tempo ti serve per dare feedback, mandare i contenuti, approvare wireframe, fornire foto. Un progetto in cui il cliente sparisce per 3 settimane si dilata, ed è tempo che qualcuno paga (di solito tu). Un cliente presente accelera. Un cliente assente fa lievitare il preventivo o la deadline.
- 04 — Fattore
I contenuti (chi li scrive, chi li produce)
Testi del sito, foto dei prodotti, video, traduzioni: chi se ne occupa? Se li hai già pronti, costi giù. Se devo scriverli, fotografarli o coordinare freelancer per produrli, costi su. Un sito senza contenuti non esiste — la domanda è solo chi li mette.
- 05 — Fattore
La qualità (cosa significa davvero)
Performance Core Web Vitals che passano il check Google, accessibilità WCAG 2.1 AA, SEO tecnica configurata, GDPR-compliant, manutenzione inclusa, hosting tuned. Sono tutte cose che possono essere "fatte bene" oppure "fatte". La differenza tra un sito che dura 5 anni e uno che va rifatto dopo 18 mesi è qui.
03 — Il costo nascosto delle agenzie
Un'agenzia non è "più professionale" di un freelance: è solo più persone.\n Ogni persona costa, anche quando non lavora direttamente sul tuo progetto.
Quando paghi un'agenzia, paghi: il commerciale che ti ha chiamato (che non scrive una riga di codice), il project manager che gestisce le tue email (idem), il direttore creativo che "supervisiona" (vede la prima volta il tuo progetto due settimane prima della consegna).
A questo si aggiungono l'ufficio fisico che hanno deciso di tenere in centro città e gli stipendi del team interno anche nei mesi in cui c'è meno lavoro.
Tutto questo costo viene caricato sul tuo preventivo.\n Non è "valore aggiunto": è costo strutturale che qualcuno deve pagare.\nQuel qualcuno sei tu.
Un freelance non ha questa overhead.\n Costa il proprio tempo, niente di più.\n Per progetti piccoli e medi, la differenza si misura in multipli, non in percentuali.
04 — Quando un DIY (Wix, Squarespace, WordPress.com) basta
A volte è giusto NON pagare nessuno.\n Lo dico per primo, anche se è contro-interessato.
Se hai bisogno di un sito da 3 pagine per testare un'idea, dimostrare che esisti, raccogliere email per una newsletter — Wix, Squarespace o WordPress.com fanno il lavoro.\n Costo basso, zero manutenzione, vivi da subito.\n Non è il momento di chiamare un freelance.
Chiamare un freelance ha senso quando il sito deve fare qualcosa di specifico: convertire visite in clienti reali, gestire un catalogo, integrarsi con un gestionale, ranking SEO competitivo, design coerente con un brand serio.\n Lì il template DIY perde subito (limiti SEO, design uguale a tutti, performance scarse, integrazioni assenti).
Regola pratica: se il sito è la prima fonte di lead del business, non scegliere DIY.\n Se è una vetrina secondaria, DIY va benissimo.
05 — Red flag in un preventivo
Cinque segnali che ti dicono "qui ti stanno preparando un agguato di extra a metà progetto".
- "Ti faccio un sito a 500€"
Senza aver chiesto cosa fa, per chi, con quale traffico atteso. È un template applicato uguale a tutti, e dopo 6 mesi ti rendi conto che non puoi modificare nulla senza pagare un altro intervento.
- "Listino fisso a partire da X"
Il listino fisso copre il 20% dei progetti. L'80% finisce in 'extra' fatturati separatamente. Chi pubblica un listino sa che ti aggancia e poi ricalcola.
- "3 round di revisione, poi paghi extra"
Conta i round, non quello che ottieni. Un progetto fatto bene ha un giro di feedback strutturato, non un conteggio burocratico. Se ti danno una calcolatrice di "round", stanno già preparando l'extra.
- "Hosting + manutenzione obbligatori con noi"
Se ti vincolano a hosting + manutenzione del fornitore, non puoi più cambiare. Lo standard onesto: codice consegnato, credenziali tue, hosting tuo, manutenzione opzionale.
- Preventivo senza scope scritto
Se non c'è un documento scritto che dice "questo è incluso, questo no", ogni discussione finisce in "ah, ma quello non era nel preventivo, è extra". Lo scope scritto è la prima difesa contro i ricarichi nascosti.
06 — Cosa chiedere prima di chiedere il prezzo
Prima ancora di sapere quanto costa, devi sapere queste cinque cose.\n Se chi ti dà il preventivo non sa rispondere, il preventivo non vale il PDF su cui è scritto.
- Lo scope è scritto in modo chiaro? Pagine, funzionalità, integrazioni, contenuti inclusi e non inclusi.\n Senza un documento, ogni discussione futura è interpretazione.
- A chi appartiene il codice e l'hosting? Devi possedere tutto: codice sorgente, account hosting, dominio, credenziali database.\n Se ti vincolano, sei prigioniero.
- Cosa succede dopo il go-live? Manutenzione inclusa o opzionale?\n Per quanto tempo?\n Cosa è coperto (security patch, update, fix urgenti)?\n Cosa è extra?
- Quanto è già stato fatto in casi simili? Portfolio reale con clienti veri, non concept o mockup decorativi.\n Possibilmente con risultati misurabili.
- Chi tocca il progetto giorno per giorno? Una persona o sei?\n Se cambia, ti avvisano?\n Se sparisce, cosa succede?\n Niente passaggio di mano = niente bug "di qualcun altro".
Quando avrai chiarito queste cinque domande, scoprirai che il prezzo non è il problema.\n Il problema è che i preventivi opachi nascondono sempre qualcosa, e quando lo trovi è già troppo tardi.\n Un preventivo trasparente parte da una conversazione, non da un listino.